Trivio

Trivio, frazione di Monteleone di Spoleto, è un borgo montano panoramico a 926 m s.l.m., abitato fin dall’Età del Bronzo. Crocevia di antiche vie, conserva resti romani, una necropoli e una forte identità agricola.

Trivio

Descrizione

In Trivio, il cui fertile territorio è abitato fin dall’età del Bronzo, è emersa una piccola necropoli del I-II sec. Grandi blocchi di pietra squadrati e una statua romana acefala, appartenenti a un antico insediamento, provengono dalla Chiesa di Sant’Erasmo (XVI secolo). Trivio (frazione di Monteleone di Spoleto) è un borgo montano, panoramico e soleggiato, che domina la sottostante valle del fiume Corno. Il nome deriva dal termine latino Trivium (incrocio di tre strade) e ha generato diverse confusioni in ambito storico con altri centri omonimi. È un territorio fertile dal punto di vista agricolo ed è occupato da insediamenti umani fin dall’Età del Bronzo.

Una piccola necropoli di età imperiale (I-II secolo a.C.) è emersa ed è stata parzialmente indagata nel 2009, in località Piè d’Immagine, lungo l’antico percorso che collegava Ruscio a Trivio. Una tradizione recente indicherebbe l’area attorno alla Chiesa dedicata a Sant’Erasmo (XVI secolo) come il luogo esatto dove un tempo sorgeva un’area di culto in onore della dea Cupra-Cibele. È comunque certo che la stessa zona fosse occupata in epoca antica da un insediamento, del quale rimangono alcuni blocchi di pietra (tra cui uno di funzione funeraria) e una statua romana acefala, oggi conservata nel Convento di San Francesco a Monteleone.

Trivio (frazione di Monteleone di Spoleto) è un villaggio montano situato a 926 m s.l.m., con una splendida vista panoramica sulla sottostante valle del fiume Corno, nota come “Piano di Ruscio”. È un territorio fertile per l’agricoltura, specializzato nella produzione di latticini di alta qualità e nella coltivazione di legumi e cereali (soprattutto orzo). Il suo nome, diffuso in tutta Italia, ha involontariamente generato diverse confusioni in ambito storico con altri centri omonimi.

Infatti il termine Trivio, derivato dal latino Trivium (incrocio di tre strade o “luogo dove convergono tre vie”), è molto diffuso in Toscana nella forma di Trebbio e nelle sue varianti, ed è ampiamente attestato in area umbra, soprattutto nel Medioevo, nei territori di Nocera Umbra, Gubbio, Foligno, Spoleto e Terni. Località denominate “Trivio” sono ancora presenti nei comuni di Casamarciano, Ripatransone, Serra San Quirico, Formia e Castel San Giorgio, solo per citarne alcuni.

Centro di un antico vicus (piccolo villaggio), Trivio è un territorio intensamente occupato da insediamenti umani dall’Età del Bronzo all’Alto Medioevo, quando il borgo rientrava nell’area amministrativa di Carsule, che comprendeva il vasto territorio situato tra Monteleone di Spoleto e Civita di Cascia e includeva i villaggi di Staquano (o Astequano), Trivio, San Vito, Gualdora, Riguzzano (Chiavano).

In quest’area, risalendo l’altopiano attraversato dal fiume Corno, si intersecavano diverse strade già in uso in epoca preistorica, romana e anche medievale. Tra queste vi era una deviazione che, partendo a sud da Gonissam (oggi Leonessa) in direzione di Occosium (oggi Ocosce, frazione di Cascia), incrociava a Trivio un altro tracciato, non meno importante, proveniente da ovest dalla via Flaminia, nella valle del Tessino, e diretto verso Nursia (oggi Norcia), passando per le attuali località di Usigni, Colle del Capitano, Trivio, e proseguendo poi verso Villa San Silvestro, Cursula, Chiavano, Valdonica, Valle di Fuina e Civita di Cascia.

Il nome della località limitrofa “Costa d’Abrigo”, oggi Costa d’Aprile, tra Trivio, Atino e Casali Atino (frazione di Cascia), è ben noto ed è menzionato in un documento del 1037 conservato nel Regesto di Farfa. Sopra l’abitato moderno, sulla cima del monte in località Selva Grossa (1035 m s.l.m.), si trova una delle più grandi opere di controllo d’altura (o “forti”), risalente all’epoca preromana.

Una piccola necropoli di età imperiale (I-II secolo a.C.) è emersa ed è stata parzialmente indagata nel 2009, in località Piè d’Immagine, lungo l’antico percorso Ruscio-Trivio, restituendo tre tombe con i relativi corredi. Una tradizione recente, raccolta da storici locali ma non ancora suffragata da prove documentarie, riconosce nel luogo della Chiesa dedicata a Sant’Erasmo (XVI secolo) un’antica area di culto in onore della dea Cupra-Cibele. L’ipotesi si basa sulla somiglianza e assonanza fonetica dei toponimi vicini Colle Cupora e Cuporo con il teonimo della dea Cupra, nonché sulla presenza di grandi elementi lapidei, identificati come resti di strutture templari.

È tuttavia certo che la stessa area fosse già occupata da un antico insediamento, del quale rimangono alcuni blocchi di pietra, tra cui uno di chiara funzione funeraria, e una statua romana, purtroppo acefala, oggi conservata nel chiostro superiore del monastero di San Francesco a Monteleone di Spoleto.

È da ritenersi falsa la notizia circa l’origine di un’iscrizione, in realtà appartenente a Trevi (PG), attribuita a Trivio di Monteleone e riutilizzata, dal XV secolo, nel portale della Chiesa di Sant’Emiliano a Trevi. L’errore nasce probabilmente da una errata interpretazione delle informazioni presenti nel manoscritto dello storico Franceschini di Cascia, che riporta l’iscrizione come rinvenuta a Trebula; Fabbi interpreta Trebula, senza dubbio, come Trivio di Monteleone.

Il borgo di Trivio diede i natali al “poeta pastore” Luigi Salvatori (Trivio, 17/07/1874 – ivi, 24/04/1960), poeta saggio ricordato dalla Pro Loco locale che, nel 2010, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua morte, ha apposto un particolare monumento in versi sulla sua casa, recante il seguente epitaffio:

«Nello splendore degli allori, onore a te Luigi Salvatori.
L’emozione è ancora forte, a cinquant’anni dalla tua morte:
fosti un contadino di Trivio, ma un cittadino illustre;
sì, eri illetterato, ma davvero un grande poeta;
la Pro Loco ti ricorda con questo monumento».

Il suo territorio comprende inoltre Piè d’Immagine, Casale Cupora, Sant’Erasmo, Case Trivigaglia, Mulino Le Mole, Bandita del Trivio, Selva Grossa, Vallefrancola, Le Vene, Costa d’Aprile, Paglia, Valle Fredda, Monte Cicuglio, Monte Palvario, Verogna, Casale Pizziglio e Casale dei Medici.

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Ultimo aggiornamento:: 06/02/2026 11:26:58